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Il Nuovo Regno

Patria della nuova dinastia regnante Tebe sottrae a Menfi la guida amministrativa dell’Egitto e il clero locale, devoto ad Amon, conquista una posizione preminente nel governo centrale.

Se la politica estera dei precedenti regni è stata prevalentemente difensiva, il Nuovo Impero inaugura una politica di conquista che mette il paese in contatto con le grandi civiltà asiatiche del vicino Oriente. Ciò si deve allo spirito combattivo di tre dinastie di faraoni, la diciottesima, la diciannovesima, la ventesima che si succedono al trono tra il 1575 e il 1085 a.C.

Il Nuovo Regno

Amenophis I , figlio di Ahmosis, porta a termine l’opera di consolidamento dei confini intrapresa dal padre, Thutmoses I raggiunge in Oriente il corso dell’Eufrate a sud s’inoltra nella Nubia fino alla terza cateratta del Nilo. Durante il lungo regno della regina Hatshepsut, le spedizioni militari sono sostituite da quelle commerciali verso la lontana Terra di Punt. In questo periodo la fioritura artistica è al suo massimo splendore, il monumento funebre dedicato alla sovrana a Del El-Bahri è un capolavoro dell’architettura antica per maestosità e solennità della costruzione e per eleganza delle decorazioni. Thutmoses III capeggia diciassette spedizioni militari in Oriente che si concludono con la conquista della Siria e della Palestina cadute in mano di una coalizione avversaria capeggiata dal re di Quadesh.

A sud si spinge fino alla quarta cateratta. Sotto di lui l’espansionismo egizio raggiunge il massimo della potenza. Ai tempi di Amenophis IIIgli Ittiti appoggiano in Siria una coalizione antiegizia ; la situazione non è per il momento preoccupante, ma l’integrità dei possedimenti asiatici incomincia a essere seriamente minacciata. Amenophis IV, il re eretico, intenzionato a scalzare lo strapotere del clero devoto ad Amon, ne chiude i templi e ne scioglie gli ordini sacerdotali. Al suo culto sostituisce quello del disco solare Aton, ma alla sua morte tutto ritorna come prima. La dinastia si indebolisce e gli Ittiti, ora potentissimi, si sostituiscono in Oriente agli Egizi quasi ovunque. Tutankhamon muore diciottenne dopo un regno di soli nove anni. Poi un militare, Horembeb, usurpa il potere a vantaggio di una nuova dinastia di cui è fondatore, la diciannovesima.

Il Nuovo Regno

Con Sethi I, l’Egitto organizza la propria riscossa in Oriente, ma si trova a dover fronteggiare un nuovo pericolo: l’insicurezza della frontiera occidentale libica. Il suo successore Ramsete II affronta l’esercito ittita nella "battaglia di Quadesh" che, conclusasi in situazione di parità, riesce a propagandare in patria come un trionfo. A testimoniarne la grandezza, amplificata dalla lunga durata del regno, sono i complessi monumentali di Luxor, Karnak e Abu Simbel.

La situazione esterna è tuttavia in rapida evoluzione, una nuova ondata di invasione indoeuropea progredisce in Asia Minore, gli Ittiti stessi, con cui gli egizi sono ora addivenuti a una politica di compromesso, sono i primi a farne le spese. Sotto Ramsete III la crisi economica in cui il paese versa si fa evidente: troppe sostanze sono state destinate alla propaganda e gli operai della Valle dei Re, rimasti privi delle dovute razioni giornaliere di grano, incrociano le braccia.

Agli attacchi da Ovest e da Est, si aggiungono ora gli arrembaggi costieri dei cosiddetti "popoli del mare", l’Egitto ha ormai perso il suo isolamento. In un ultimo sussulto di resistenza il sovrano affronta i nuovi arrivati in una memorabile battaglia navale che si combatte tra le acque paludose della zona del Delta , ma dopo la sua morte il paese sprofonda nell’anarchia. Carestie e disordini si susseguono le tombe dei re sono ripetutamente saccheggiate, le rivolte si moltiplicano, il paese perde la sua unità. E’ l’inizio dell’Età Tarda.

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