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Romani
Cronologia Epoca dei Re Epoca della Repubblica
Epoca dell'Impero Dinastia Giulio-Claudia Dinastia dei Flavi
Nerva, Traiano e Adriano Dinastia degli Antonini Dinastia dei Severi
La crisi del III secolo Diocleziano e Costantino Tramonto dell'Impero Romano d'Occidente

Dinastia Giulio-Claudia (fino al 68 d.C.)

Con Augusto ha inizio la dinastia Giulio-Claudia, che rimarrà al potere fino al 68 d.C.

Giulio Cesare Ottaviano, in seguito chiamato Augusto, era il successore designato di Cesare. Nonostante fosse il degno erede però, le leve del potere di Roma, alla morte di Cesare, rimasero nelle mani di Antonio, console nel 44, e di Lepido, governatore della Spagna Citeriore e pontefice massimo dopo la morte di Cesare.

All'inizio del 43, Antonio, per impadronirsi della Gallia Cisalpina, arrivò a guidare le sue truppe nell'Italia settentrionale, fino ad assediare Modena. Intervenne però Ottaviano che con delle legioni reclutate riuscì a raggiungere Antonio, con il consenso del Senato, e a sconfiggerlo.

Dopo aver ottenuto questa importante vittoria però, Ottaviano si accorse come il Senato di Roma, non intendeva puntare su di lui, e per questo decise di guidare le proprie legioni contro Roma, dove fattosi eleggere console, costituì un tribunale per giudicare gli assassini di Cesare, dichiarandoli nemici della patria.

Nel frattempo Ottaviano aveva inviato sia a Marco Antonio che a Lepido degli ambasciatori per trovare un accordo. L'invito fu accolto e nel novembre del 43 Ottaviano, Antonio e Lepido si ritrovarono a Bologna, decidendo in comune di formare un triumvirato, il secondo di Roma dopo quello tra Cesare, Pompeo e Crasso, con ampi poteri, con mandato quinquennale e ratificato dai comizi tributi.

Ottaviano e Antonio si misero subito alla caccia dei tirannicidi di Cesare, e nell'autunno del 42, in una serie di scontri presso la città di Filippi (Macedonia), Cassio e Bruto furono sconfitti e si diedero alla morte.

Poco a poco l'accordo stabilito con il triumvirato, andò degenerando, tanto che Lepido fu messo da parte e il territorio di Roma fu diviso tra Ottaviano, che ottenne il governo dell'occidente, e Antonio, che ottenne il governo dell'oriente. Da questo momento però Antonio comincia a comportarsi in modo non ritenuto accettabile da Roma, si invaghisce, infatti, di Cleopatra, regina d'Egitto, spartisce il suo territorio con i tre figli nati da questa unione, e amplia notevolmente il regno d'Egitto, a tutto vantaggio della regina e non di Roma. Per questo Ottaviano, che puntava a diventare monarca assoluto, trovò il pretesto per attaccare il suo rivale, e lanciò una spedizione punitiva in Egitto. Nonostante la superiorità numerica delle forze di terra e di mare, Antonio e Cleopatra furono pesantemente sconfitti da Ottaviano, in uno scontro navale presso Azio, nel settembre del 31. I due si rifugiarono ad Alessandria, ma nell'estate del 30 furono investiti dalle truppe di Ottaviano provenienti dalla Siria e dalla Cirenaica. Prima Antonio e poi Cleopatra, ormai prigioniera di Ottaviano, decisero quindi di togliersi la vita. Ottaviano accettò le insegne e gli attributi dei faraoni, e mantenne l'Egitto come un suo possesso personale, amministrato dai suoi legati.

Ottaviano era ormai il signore indiscusso di Roma; è lui a porre fine alla crisi della Repubblica e ad aprire la nuova era dell'Impero.

Nel 27 a.C., Ottaviano si presenta come dimissionario al Senato da tutte le sue cariche, ma supplicato dai senatori, egli mantenne il proconsolato su Spagna, Gallia e Siria, e allo stesso tempo è insignito del titolo di Augustus (Augusto) che significa santo, sublime, degno di venerazione.

Il nuovo Signore di Roma, non si preoccupò solo di rafforzare i confini dell'Impero, ma anche ad annettere nuovi territori. Relativamente facile fu la conquista del confine alpino in Italia: nel 24 a.C. le tribù semi selvagge dei Salassi nella valle della Dora Baltea furono domate e venne creata la colonia militare di Augusta Pretoria (Aosta).

Nuove province Romane divennero; il Norico nel 16 a.C., la Rezia e la Vindelicia nel 15 a.C., la regione delle Alpi Marittime nel 14 a.C. e con maggiori difficoltà fu conquistato il confine sul medio e basso Danubio, con l'annessione della Pannonia nell'8 a.C.

Nel 6 Tiberio tentò di occupare anche la Boemia, ma lo scoppio di una rivolta in Pannonia, dovette interrompere la spedizione. Proprio la Pannonia fu poi riconquistata dopo tre anni di battaglie. Anche la Mesia (situata ad oriente della Pannonia), fu sottomessa poco tempo dopo.

Dal 9 a.C. Augusto decise di tentare una campagna militare contro i Germani, che tentavano con sempre maggiore convinzione di passare i confini segnati dal fiume Reno. L'obiettivo di Augusto non era quello di rafforzare i confini, da lui ritenuti troppo instabili, ma di conquistare una nuova fetta di territorio, che potesse portare i confini dell'Impero fino all'Elba. La missione si dimostrò però più complicata del previsto, e la guerra si protrasse per diversi anni, con ingenti perdite per l'esercito Romano, e senza nessun risultato finale. Infatti, la prima parte della conquista fu portata avanti da Druso, che riuscì nell'intento di portare i nuovi confini fino all'Elba nel 9 a.C., morendo però lo stesso anno. Il confine una volta conquistato non fu fortificato a dovere, e Quintilio Varo con le sue legioni, cadde in un agguato di Arminio, capo della tribù dei Cherusci, che commise una vera e propria strage. L'avvenimento pur ritenuto di estrema gravità da Augusto, non fu seguito da una nuova campagna militare di rivincita. Augusto, anzi, capita l'instabilità di quei territori preferì rinunciare all'impresa.

Migliore sorte per l'Impero, Augusto l'ottenne in oriente, dove riuscì a sottomettere i Parti attraverso vie diplomatiche, ed evitando il pericolo di un nuovo conflitto. Nuova provincia Romana divenne inoltre il regno vassallo della Galazia. Nel 6 d.C. anche la Giudea divenne provincia Romana.

Tra le grandi iniziative di Augusto, ci fu la grande riorganizzazione dell'esercito Romano. Si introdusse l'arruolamento volontario, e il numero delle legioni passò da una settantina ad una trentina. La ferma dei legionari durava vent'anni, e si concludeva con una liquidazione sotto forma di denaro o di appezzamenti di terra. Per questo fu istituito da Augusto un erario militare, alimentato attraverso una tassa di successione del 5% dei valori patrimoniali trasmessi in eredità. Inoltre fu istituito il corpo dei pretoriani, con ferma di sedici anni e paga tripla rispetto ai legionari, che istituiti nel 27 a.C., rappresentavano la milizia scelta a guardia del corpo dell'Imperatore. I pretoriani erano stanziati nella periferia di Roma, in posizione strategica, ed erano organizzati in nove coorti di circa mille uomini l'una.

Integrati con i legionari, militavano poi, gli ausiliari, che erano all'incirca il numero dei legionari, ma erano arruolati tra i provinciali, ed andavano a formare i reparti di cavalleria o altri corpi speciali. Al momento del congedo, questi ausiliari ricevevano la cittadinanza Romana. In ogni caso, anche il più umile dei legionari poteva, se dimostrava doti di valore e coraggio, ambire al titolo di centurione, ossia comandante di una centuria.

Il riassetto dell'esercito Romano, contribuì ad introdurre una politica meno aggressiva, assicurando la pace in gran parte dell'area mediterranea (Pax Romana).

Nel 14 d.C. Auguto morì a 76 anni, a Nola, colpito da un improvviso malore, dopo che stava tornando da un viaggio a Benevento. Augusto che non aveva discendenti diretti, aveva indicato nel 4 d.C. come successore, Tiberio Claudio, figlio della sua terza moglie Livia Drusilla, quando era ancora sposata con Tiberio Claudio Nerone.

Tiberio (14-37 d.C.) - successore di Augusto, continua la politica del suo predecessore. Durante il suo regno sarà ordinata la crocifissione di Gesù, per opera del pretore della Giudea Pilato.

Caligola (37-41 d.C.) - figlio di Germanico, succede a Tiberio. Durante il suo regno iniziano i primi contrasti e dissapori con il senato di Roma.

Claudio (41-54 d.C.) - zio di Caligola, si dimostra un Imperatore saggio e equilibrato, che annette tra l'altro a Roma la Britannia. Il suo regno è però disturbato da due donne forti e che segneranno il futuro della città; Messalina e Agrippina.

Nerone (54-68 d.C.) - sale al trono grazie ai giochi di potere di sua madre Agrippina. L'impero di Nerone è ancora oggi un grande interrogativo per la storia. Nerone si dimostra ben presto megalomane, tiranno e sanguinario, nonostante sia seguito come maestro dall'equilibrato Seneca. Sotto il suo regno si compirono incredibili omicidi, congiure e tragedie, tra cui il fatto più importante che ha consegnato Nerone alla storia; l'incredibile incendio di Roma che devastò la città nel 68. Nerone fu indicato come artefice dell'incendio, non si sa ancora se a torto o a ragione, e da questo momento iniziano le terribili persecuzioni contro i cristiani, con cui Nerone si ritorcerà contro incolpandoli dell'accaduto. L'imperatore morirà suicida, probabilmente sopraffatto dalla pazzia, dando così origine ad un interregno di anarchia in cui si successero : Galba (68-69), Otone (69), Vitellio (69), arrivando fino a Vespasiano.

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