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Continenti Perduti

AGHARTI

a cura di Alberto Rossignoli

Agharti

Voci sulla leggendaria Agharti(mondo sotterraneo collegato ai più remoti angoli della Terra da una rete di gallerie) si ritrovano sin dall'antichità nelle tradizioni arcaiche e vi accennano manoscritti cha appartengono alle più antiche civiltà. Gran parte di queste narrazioni riferiscono che vi abita un popolo che ivi si stabilì prima ancora degli albori della storia, una razza pacifica che cerca di esercitare una benefica influenza sui popoli che vivono sulla superficie del pianeta. Vediamo velocemente le principali testimonianze su Agharti che si sono accumulate nel corso della storia. Una delle più antiche tradizioni è diffusa in Oriente, dove una leggenda sostiene che Adamo proveniva proprio da un mondo sotterraneo; secondo un antico sapiente, sant'Efrem, il suo luogo di origine si trovava al centro della Terra e, in punto di morte, profetizzò che il Messia sarebbe da lì venuto. La tradizione narra inoltre che il corpo di Adamo fu imbalsamato e successivamente posto in un luogo sicuro finché non fu preso in consegna dal sacerdote Melchizedek, anch'egli proveniente dal mondo sotterraneo, il quale giunse qualche anno dopo da una galleria per riportarlo nel mondo sotterraneo per le esequie. Nella sua opera, "Periplus" , il navigatore cartaginese Hanno, il quale intraprese un viaggio lungo la costa occidentale dell'Africa intorno al 500 a.C.,afferma di avere udito storie su abitanti del mondo sotterraneo che erano più intelligenti di altri uomini e fuggivano con una velocità impressionante non appena si cercava di seguirli. Platone parla di misteriose gallerie sotterranee che attraversavano il continente e menziona un potente sovrano, regnante al centro della Terra, che si occuperebbe delle religione del genere umano. Il letterato romano Plinio il Vecchio, nella sua "Naturalis Historia" , accenna ad abitatori del sottosuolo che erano fuggiti sottoterra dopo la distruzione di Atlantide. Tuttavia, a differenza dei suoi predecessori, attribuisce loro una limitata intelligenza, poiché, all'epoca del cataclisma, erano regrediti ad un livello sub-umano. Si segnalano le spedizioni inviate dall'imperatore Nerone, il quale fu attratto dalle numerose voci riportanti l'esistenza di tesori in territorio africano. Benché controverso,il primo resoconto completo di una visita al mondo sotterraneo compare nella raccolta di ricordi e racconti "De Nugis Curialium", composta dallo storico e poeta gallese Walter Map nell' XII secolo.

Agharti

In particolare, si natta la storia di un antico sovrano inglese, re Horla, il quale, un giorno, conosce un potente sovrano che lo invita a visitare il suo regno nel sottosuolo. Quando risalì in superficie non erano passati soltanto tre giorni, come il re inglese riteneva, bensì duecento anni! Un altro sovrano leggendario associato ad Agharti è il Prete Gianni, noto dal XII secolo d.C. . Benché alcune tradizioni asseriscano che il Prete Gianni fosse un potente imperatore cristiano che governava una vasta parte dell'Asia centrale, nessuno era mai riuscito a contattarlo. Ciò tuttavia non impedì il diffondersi,in tutta Europa, di mirabolanti narrazioni circa il suo regno, le sue ricchezze, il suo potere e circolò anche una lettera che si diceva essere stata scritta dallo stesso sovrano, successivamente dichiarata falsa. In epoca moderna, il navigatore Cristoforo Colombo venne a conoscenza di enormi gallerie sotterranee nelle Indie occidentali, secondo il resoconto rilasciato da alcuni abitanti caraibici nel 1493. Gli autoctoni sostenevano che, nel regno delle Amazzoni (secondo loro, sito in Martinica) vi fossero delle gallerie dalla lunghezza incalcolabile. Le Amazzoni se ne servivano come rifugio. Vi sono testimonianza circa l'esistenza di gallerie sotterranee in Nord- America e in Sudamerica. Rivolgiamo la nostra attenzione verso l'India.

Perchè?

Perché è da qui che si delineò per la prima volta un quadro più completo di Agharti. Del resto, il subcontinente indiano è un fecondo crogiolo di antiche dottrine, leggende,narrazioni. Le più antiche opere letterarie della cultura induista sono gli inni del Rig-Veda, che descrivono l'invasione delle genti ariane, fusisi con le popolazioni locali fra il 1700 a.C. e il 1200 a.C..

Gate

In particolare, è bene citare velocemente gli studi dell'orientalista tedesco Friedrich Max Muller (1823-1900), il quale asserisce che è fondato ritenere che le grandi civiltà del mondo antico siano debitrici all'India vedica per quanto concerne leggi,arti,scienze. Facendo riferimento anche al "Codice di Manu" , il quale parla di ben sei razze primitive prima della nostra, il professor Muller asserisce che al centro del subcontinente indiano vi sarebbe un'isola sita nel mezzo di un mare interno, abitata dai superstiti della razza immediatamente precedente la nostra, razza che disponeva del controllo degli elementi, che tuttavia non servì ad impedire la propria estinzione e la scomparsa di Shangri-La,la loro isola. Interessante notare che l'isola in questione era collegata alla terraferma da celate gallerie. Un avvocato francese, che risiedeva in India, rimase affascinato dalle scoperte del professor Muller: in particolare, la sua attenzione fu attratta dalle leggende di mondi nascosti sotto il nostro. Il suo nome è Louis Jacolliot, diplomatico e ricercatore dell'ignoto. Egli riteneva che studiare l'India significasse risalire alle radici dell'umanità. Ritengo non trascurabile fornire qualche breve cenno biografico. Jacolliot nacque a Charolles in Saone-et-Loire nel 1837, figlio di un avvocato di provincia;sebbene avesse ricevuto un'educazione superficiale, conquistò un posto nell'Amministrazione civile francese e successivamente nel Corpo diplomatico grazie alla sua sete di conoscenza e alla sua capacità organizzativa. Prestò servizio in India come console durante il Secondo Impero; fu giudice capo della Corte Suprema a Chandernagor e successivamente a Tahiti. Tornò in patria nel 1874 e dedicò il resto della sua vita alla compilazione di libri, morendo nella sua casa di Saint-Thibaut-les Vignes nel 1890. Alcune sue opere sono: "Occult Science in India" (1884), "L'Indie Brahamanique" (1887); in precedenza scrisse "Le Spiritisme dans le Monde" (1875) e "Histoire des Vierges" (1879). Fu proprio in "Le Spiritisme dans le Monde" che divulgò le informazioni su un vasto e antico mondo sotterraneo che asseriva di aver preso da un antico manoscritto. Si diceva che quel mondo era governato da Brahm-atma, la guida degli Iniziati, devoti seguaci discendenti di una civiltà ancora più antica. Questa suprema guida deteneva altresì una mistica formula che sintetizzava i segreti iniziatici delle scienze occulte: l'AUM.

A ? Creazione

U ? Conservazione

M ? Trasformazione

Questa misteriosa parola era custodita nel tempio di Asgartha, sito sotto il cuore dell'Asia. I cenni ad Asgartha di Jacolliot attirarono l'attenzione dell'occultista francese Joseph Alexandre Saint- Yves d'Alveydre e di Helena Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica. Il primo fu stimolato dall'idea di caverne segrete che si diceva custodissero remoti misteri ma, in particolare, dai riferimenti a un mondo sotterraneo. Pare che Saint-Yves fosse entrato in contatto con un bramino indù che si era stabilito in Francia e questi gli aveva rivelato che Agharta era il grande centro iniziatico dell'Asia e contava una popolazione di milioni di persone. Era governato da dodici membri della "Iniziazione suprema" e dal "Re del Mondo", il quale dirige il corso delle vicende umane in modo invisibile. Esisterebbero inoltre diversi accessi a questo mondo, tutti rigorosamente celati e solo a pochi eletti era concesso di scoprirli e penetrarvi. Il popolo sotterraneo parlava il Vattan, linguaggio sconosciuto agli studiosi, e aveva creato un "archivio segreto dell'umanità" nel quale collocava le tecnologie più riuscite e gli esemplari di creature e animali che erano scomparsi: ciò al fine di salvaguardare l'umanità da un punto di vista sia spirituale sia politico. Vi erano inoltre vaste biblioteche sotterranee piene di antichissimi testi. Saint-Yves afferma che da Agharta, quando l'umanità ne ha bisogno, giungerebbero degli inviati divini. Per quanto concerne Helena Blavatsky, non c'è molto da dire. Ciò perché lei non fece altro che riprendere in toto le indicazioni e le informazioni fornite da Jacolliot, operando un vero e proprio plagio; aggiunse però dell'altro: riferì di essere venuta a conoscenza, da un vecchio peruviano, di una di queste gallerie che percorreva mille miglia sotto il Perù e la Bolivia. Importante è rilevare che la Blavatsky tentò di fornire un'ipotesi circa la localizzazione di Agharti: sarebbe a Shamballah, nel deserto di Gobi; è bene far notare che, col termine "Shamballah" , si designa la capitale del regno di Agharti. Agli inizi del Novecento sono da segnalare le ricerche di Ossendowski e Roerich. Il primo, nato a Vitebsk nel 1876, essendo stato costretto a fuggire a causa dello scoppio della rivoluzione russa, approdò in Mongolia e incontrò un esule russo, Tushegoun Lama, il quale lo introdusse al mito di Agharti.

In particolare gli parlò degli straordinari poteri degli abitanti del mondo sotterraneo e del "Re del Mondo". Ossendowski dunque attraversò la Mongolia in cerca dell'accesso ad Agharti, ma non lo trovò; ebbe modo,tuttavia di parlare con esponenti religiosi che, con la loro testimonianza, aggiungevano nuovi tasselli al materiale raccolto dal ricercatore. In particolare, lo erudirono circa il potere dell'Om. Questo sarebbe il nome di un antico santo vissuto migliaia di anni fa, il primo uomo che conobbe Dio e insegnò all'umanità a combattere il Male. Attraverso la scienza dell'Om si creerebbe un contatto tra il "Re del Mondo" e il mondo degli uomini. Le ricerche di Ossendowski si concretizzarono nell'opera "Bestie, uomini e dei", pubblicato nel 1923. Constantine Nicholas Roerich, nato a San Pietroburgo nel 1874, organizzò, nel 1923, una spedizione che doveva attraversare India, Mongolia e Tibet, attratto dall'Himalaya. Si stabilì successivamente in India e vi morì nel 1947. Nel corso del viaggio venne a conoscenza del mito di Agharti e della sua capitale, Shamballah, ma le sue successive ricerche saranno frustrate. Giunse a Llhasa al cospetto del Dalai Lama e lo interrogò in proposito, ottenendo come risposta,in sostanza, che non è possibile accedere ad Agharti se non si è chiamati, benché i suoi abitanti vigilino costantemente sulle vicende umane. E' opportuno un riferimento a Lord Lytton (già citato in un mio precedente articolo) a proposito dell'energia Vril, menzionata nel suo libro "La razza ventura" (1871). E' difficile definire compiutamente l'energia Vril: si può dire che sia una potentissima forma di energia fluida utilizzata dagli abitanti del sottosuolo non solo per scopi terapeutici, bensì anche per agire sulla materia. Ad esempio, l'energia Vril viene usata per fare dei bagni rinvigorenti: si ritiene che questo fluido, usato con parsimonia, sia alquanto vivificante, ma se usato in eccesso (in normali condizioni di salute) tende ad esaurire la vitalità. Si usa l'energia Vril anche per volare, spostandosi all'interno del mondo sotterraneo e per caricare gli Scettri Vril. Descriviamoli brevemente. Sono cavi e nell'impugnatura vi sono numerosi tasti che alterano l'energia in esso contenuta,in modo tale che possa distruggere o modificare, o guarire. Può inoltre influire sulle menti. L'utilizzo di questi scettri dipende molto dalla calma e dalla volontà del manipolatore, nel senso che, in base alle qualità di chi lo utilizza, certi scettri hanno maggiori poteri di distruzione, altri di guarigione. Tuttavia, le ricerche su Agharti influenzeranno anche la mente di Adolf Hitler, il quale aveva come solo e unico scopo la "super-razza", con le conseguenze che tutti noi conosciamo e che costituiscono un forte contrasto,dal punto di vista soprattutto valoriale, con l'altissima levatura spirituale che, stando alle testimonianze, gli abitanti del mondo sotterraneo avrebbero posseduto.

Dove si trova Agharti?

E Shamballah?

Come sono gli abitanti del mondo sotterraneo?

E soprattutto… quale è la loro lezione? Che insegnamenti possono dare all'uomo, specie nella travagliata epoca in cui egli attualmente vive? Oppure…gli abitanti del sottosuolo ci parlano ma noi non siamo più in grado di recepire la loro positiva influenza spirituale? Ma poi, ne siamo mai stati pienamente in grado?

Fonti:

Alec MacLellan, "Da Atlantide a Shamballah", edizioni Piemme Pocket

Continente RàMu
Atlantide
L'isola di Pasqua
Stonehenge
Agharti

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