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Emma Calvè

a cura di Silva Truentina

Emma Calvè

Emma (Calvart) Calvé debuttò nel teatro lirico nel 1882 a Bruxelles, nel ruolo di Margherite nel Faust. Si affermò nei teatri europei e americani, dapprima in ruoli leggeri e poi drammatici. Sorretta da notevole capacità interpretativa sia vocale che mimica,fu Ofelia, Salomé (Herodiade), Suzel (L'amico Fritz), Sapho (Sapho di Massenet), Anite (La Navarraise), ma la sua fortuna è legata alla Carmen, da lei portata in America in una felice tourné. Colette testimonia che, ritrovando la Calvé a Nizza, lei le confidò di aver ricevuto una proposta dall'America per interpretare Carmen in un film, ma che lei "non avrebbe accettato questa sopercheria dello schermo" . Venne considerata l'amante ufficiale di Jules Bois, un giornalista che nel 1893 sarebbe stato coinvolto in un'oscura storia delittuosa legata alla Magia Nera.Continuò a cantare fino al 1910 e poi si ritirò dalle scene.

Famoso è il millantato rapporto affettivo tra il misterioso parroco del paesino della Linguadoca Beranger Sauniere e l'avvenente artista, ma all'evidenza dei fatti si riscontra solo la presenza dell'incarto di una tavoletta di cioccolato, edizione limitata, con l'effige della signora Calvè che non costituisce certo una prova del legame amoroso, attesta solamente l'ammirazione da parte di Sauniere...anche se nella biografia della Calvè, redatta da Giraud, si accenna ad una gravidanza che la portò lontana dalle scene per il tempo necessario alla gestazione, si parla di una figlia tenuta nascosta alla quale venne dato in nome e il cognome della madre, i pettegolezzi dell' epoca riportano che la bambina fosse nata con una grave malformazione che l'avrebbe portata alla morte in tenera età, mentre i sostenitori della storia d'amore tra l'artista e il parroco, pensano che sia stata tenuta nascosta per il grave scandalo che avrebbe provocato nella società del tempo, non che fosse raro, ma sicuramente per due personaggi così in vista sarebbe stato molto sconveniente se fosse stato rivelato.

Sauniere era solito indire dei ricevimenti privati a Villa Betania (dove tuttora è conservato un ritratto della Calvè) con alcune brillanti menti del tempo che potevano aiutarlo nell' interpretazione delle, presunte ma famose, pergamene da lui ritrovate nella colonna cava dell'altare di Rennes-le-Chateau durante i lavori di ristrutturazione che comportarono lo spostamento della grande pietra dell'offertorio; tra gli squisiti ospiti del parroco troviamo Bieil ed Emile Hoffet che fece conoscere Emma Calvè al Sauniere. Queste tre personalità sembrano legate da qualcosa di più della profonda amicizia perchè nel suo diario, sulle pagine relative ai giorni dei suoi importanti ritrovamenti, leggiamo un riferimento al suo incontro con “quattro confratelli” ...che la Calvè facesse parte di un circolo esoterico, lo testimonia la sua firma su un documento redatto nel novembre 1892 presso il cabaret “Le Chat Noire”, nel quale, sotto il suo nome si legge la sigla “S.I.” che sta a significare “Superieur Inconnu” (Superiore Sconosciuto), un alto Grado nella gerarchia dell'Ordine Martinista. E' possibile pensare che gli ospiti di Sauniere, e il parroco stesso, facessero parte dello stesso Ordine e questo ce lo potrebbe testimoniare la sicurezza con la quale affida lo studio delle importanti pergamene a questi personaggi.

Una teoria, poco più di una leggenda vuole che nella cripta della “Sagrada Famiglia” a Barcellona, sia custodita una misteriosa scatola consegnata personalmente da Sauniere a Gaudì e ancora una volta è Emma Calvè a presentare i due uomini; anche questo particolare ci insospettisce, perchè mai il parroco della Linguadoca avrebbe dovuto far custodire qualcosa ad una persona conosciuta, così pare, solo di fama?Che fosse anche lui un membro dell'Ordine?

Buona conoscitrice dell'induismo e discepola del Guru Swami Vivekanada, si interessò a tutto ciò che aveva l'affascinante sapore del Mistero, frequentava mistici ed ipnotizzatori, e in special modo, venne in contatto con Josephin Peladan, Stanislas De Guaita, e Gerard Encausse (Papus) che avevano fondato (o rifondato) l'Ordine dei Rosa+Croce, scisso poi in “Ordine della Rosa+Croce Cattolica del Tempio” e “del Graal”. L'interesse per l'occulto portò la cantante a dilapidare immense ricchezze, nel 1894 acquisto il Castello di Cabrières, ormai diroccato, poiché la famiglia omonima sembrava avesse acquistato l'autentico manoscritto del famoso di Abraham il Giudeo, noto come “Libro di Abramelin il Mago” La Calvè fece restaurare interamente il castello e lo esplorò da cima a fondo senza però trovare nulla.

Quale che sia il suo ruolo nella storia di Rennes-le-Chateau, resta avvolto nel morbido manto del mistero, quello che ci rimane di questa particolare donna è la sua curiosità verso l'ignoto che l'ha portata a legarsi alle personalità esoteriche più in vista del suo tempo, alle società segrete che stavano nascendo o si accrescevano nella Francia dell'800, circondandola di un alone vago ed indefinito che ha da sempre stimolato la curiosità degli studiosi dei misteri del Santo Graal.

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