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Alessandro Volta

Volta, Alessandro (Como 1745-1827),fisico italiano, da cui prese il nome l'unità di misura della differenza di potenziale elettrico, il volt. Di nobile famiglia, Volta ricevette un'educazione umanistica, ma cominciò sin dalla prima giovinezza a compiere esperimenti scientifici. Divenuto professore di fisica alla Scuola Reale di Como nel 1774, l'anno seguente progettò l'elettroforo, un apparecchio che generava cariche di elettricità statica. Dal 1776 al 1777 si dedicò alla chimica, studiando l'elettricità nell'atmosfera e conducendo esperimenti per provocare l'accensione dei gas mediante una scintilla elettrica contenuta in un recipiente chiuso. Nel 1779 divenne professore di fisica sperimentale all'Università di Pavia, di cui divenne rettore nel 1785. Volta si dedicò in quell'epoca soprattutto allo studio dei gas, identificando il metano, ma nel contempo proseguì le sue ricerche sull'elettricità introducendo la nozione di "tensione elettrica". Nel corso di una disputa sull'origine dei fenomeni elettrici intrattenuta con l'abate Luigi Galvani, lo scienziato mise a punto la cosiddetta "pila di Volta", una sorta di antenata della batteria elettrica, composta di una serie di piastre di ferro e zinco alternate con pezzi di stoffa imbevuti di una soluzione salina, che produceva un flusso di elettricità costante. In onore delle sue ricerche nel campo dell'elettricità, Napoleone lo nominò conte nel 1801. Vedi anche Pile e accumulatori.

Metano Idrocarburo gassoso di formula CH4; è il primo termine della serie degli alcani (paraffine). Solidifica a -182,5 °C e liquefà a -161,5 °C; è più leggero dell'aria, incolore, inodore e infiammabile. Fu scoperto nel 1778 da Alessandro Volta come prodotto della decomposizione anaerobica nelle paludi.

Batteria Dispositivo che converte energia chimica in energia elettrica, costituito da due o più pile o accumulatori collegati in serie o in parallelo.

Pile e accumulatori Dispositivi che trasformano energia chimica in energia elettrica, costituiti sostanzialmente da un elettrolita, che può essere un liquido, un gel o un solido, e da due elettrodi, uno positivo e uno negativo, tra i quali, durante il funzionamento, fluisce corrente elettrica. L'elettrolita è un conduttore ionico; uno degli elettrodi ha la funzione di cedere elettroni, l'altro di acquisirli.

Le idee che spinsero Volta alla sua geniale invenzione

Interessante è quanto si apprende, da alcuni passi, del discorso fatto dal prof. Giuliano Pancaldi,** al Teatro Sociale in Como, in occasione dell'apertura delle celebrazioni voltiane del 1999, "Alessandro Volta, filosofo naturale e scienziato".

Egli si chiese: ".Fu il Volta filosofo o il Volta scienziato a inventare la Pila?"

"La mia risposta a questa domanda è: l'uno e l'altro insieme. Volta non avrebbe costruito la Pila se le due "anime" del filosofo naturale e dello scienziato non avessero interagito da vicino, in modo spregiudicato e straordinariamente creativo. .È noto che alcune premesse della Pila possono essere rintracciate nella controversia che aveva opposto Volta al Galvani sul tema dell'elettricità animale. Quella controversia era una tipica controversia di filosofia naturale."

In questa controversia Volta sosteneva il principio che, se esisteva un fluido elettrico in natura, questo doveva essere il medesimo e doveva essere soggetto alle stesse identiche leggi nel mondo fisico come nel mondo vivente. Per dimostrare questo principio - Volta filosofico prima ancora che Volta scientifico - aveva sviluppato una sua precisa teoria, la teoria del contatto fra sostanze diverse. Questa teoria era la causa che metteva in movimento il fluido elettrico.

Questa teoria Volta la basava su una lunga serie di esperimenti da lui fatti sulle deboli elettricità messe in movimento, come egli affermava, dal contatto di sostanze eterogenee.

."È solo nel 1799 - prosegue il prof. Pancaldi - che, accanto a Volta filosofo naturale, entrò in scena il Volta scienziato e le due "anime" di Volta interagirono in un episodio poco noto, che ho messo in luce. studiando i diari di laboratorio di Volta. È l'episodio decisivo per la realizzazione della Pila. .A un certo punto nel corso del 1799, mentre la teoria del contatto ristagnava, arrivò a Volta da Londra una rivista inglese alla quale era abbonato. Si trattava di una pubblicazione diretta da William Nicholson. .Volta vi trovò un articolo del direttore in cui si parlava di due cose che stavano molto a cuore a Volta. La prima era l'elettroforo. .la seconda era invece una questione di attualità: l'elettricità animale."

"In quell'articolo Nicholson faceva una proposta curiosa e intrigante soprattutto per Volta. Nicholson suggeriva di "imitare" il più noto dei pesci elettrici, la torpedine, costruendo una macchina elettrica che combinava insieme tanti elettrofori di Volta. Quale messaggio conteneva per Volta questo articolo di Nicholson?"

"Il messaggio principale era l'idea di costruire una nuova macchina capace di moltiplicare le elettricità deboli. Ma vediamo la cosa un poco più in dettaglio e ci accorgeremo che il suggerimento di Nicholson di realizzare la nuova macchina combinando tanti elettrofori non poteva funzionare. Anche Volta se ne accorse, naturalmente."

"Volta sapeva bene che le "scosse" prodotte da alcuni pesci erano di natura elettrica. .Volta d'altraparte, a differenza di Nicholson aveva alle spalle sette anni di ricerche sul "galvanismo" e sulla teoria del contatto: egli non poteva ammettere che dentro un animale si trovasse una materia isolante come il dielettrico dell'elettroforo. La teoria del contatto aveva abituato Volta a concepire gli animali come formati da tanti conduttori di natura diversa: dentro la torpedine non potevano esserci isolanti e dunque neppure degli elettrofori."

"Ma l'immagine degli organi elettrici della torpedine utilizzata da Nicholson

- che li concepiva come dei cilindri formati da tanti strati di materiali diversi posti l'uno sull'altro - poteva essere reinterpretata da Volta alla luce della teoria del contatto. Volta sapeva che coppie di conduttori diversi mettevano in movimento, come egli diceva, il fluido elettrico. Dal suo punto di vista gli strati alterni di materiali diversi nei "cilindri" della torpedine potevano essere tante coppie di conduttori diversi collegati tra loro, per moltiplicare gli effetti e produrre le forti scosse di cui è capace l'animale."

"Guidato dal proposito di realizzare questa nuova, originale imitazione della torpedine, basata sulla teoria del contatto anziché sulle congetture di Nicholson, Volta realizzò la Pila."

". I diari di laboratorio di Volta anteriori alla lettura dell'articolo di Nicholson con la proposta di costruire una torpedine artificiale non recano traccia dell'idea di costruire una macchina capace di moltiplicare le deboli elettricità generate dal contatto di sostanze diverse. L'idea di costruire una macchina del genere arriva a Volta da Nicholson."

Il grande genio dell'illustre scienziato Comasco, studiando, con una ricca serie di esperimenti, la fortuita scoperta di Galvani, sviluppò la teoria del contatto e successivamente ragionando a fondo la curiosa idea di Nicholson inventò la più geniale e più semplice macchina, costruita con poche e poverissime cose, ma di incommensurabile valore scientifico aprendo infinite vie di benessere all'umanità.

Non dobbiamo dimenticare inoltre, che due piccoli animali, la rana e la torpedine, ebbero un importante ruolo in questa grande scoperta.

Umberto Ferdinando Molteni I2MS

* Tratto dal volume "Alessandro Volta nel bicentenario dell'invenzione della Pila 1799 - 1999" Progetto editoriale e curatela del volume Federico Canobbio-Codelli.

Edito dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni Voltiane - Como, giugno 2002

Volume fuori commercio.

** Insegna Storia della Scienza all'Università di Bologna.

IL GENIO DIVINATORE DI A. VOLTA NELLA COMMOSSA RIEVOCAZIONE DI GUGLIELMO MARCONI

In questo storico Campidoglio dove nei secoli tante celebrazioni avvennero di vittorie nelle armi e di trionfi nelle arti e nelle lettere, nessuna commemorazione nel campo della scienza è mai avvenuta più grande e più degna di quella che oggi si compie. In questo tempio della civiltà il nostro pénsiero si eleva, la nostra fro e si -incLina alla memoria di Alessandro Volta, di questo Grande che n&la storia apparirà sempre fra coloro che debbono definirsi «forze della natura».

Oggi Volta rivive qui tra noi; gli uomini veramente grandi come Volta assumono nella storia, anche dopo la loro scomparsa, una personalità quasi fisica che non muore. mai. E' una immortalità naturale che acquista chi ha beneficiato I'umanità.

Per la degna celebrazione di Volta io vorrei avere la parola alata di un poeta perchè la vita e 1' opera di Volta ispirano non solo un' ammirazione infinita, ma anche una grande poesia.

Ammirazione e poesia.

Quale argomento, infatti più suggestivo e più grandioso di quello rappresentato dalle successive trasformazioni ed applicazioni della corrente elettrica creata dal grande Comasco. Quale argomento più grandioso di quello rappresentato dalle molteplici applicazioni dell'elettricità, che oggi servono al trasporto dell' energia, alla trasmissione del pensiero, alla trasmissione della parola, a quella delle immagini, allo sviluppo della luce, del calore, alle trasformazioni chimiche, alla cura degli ammalati e al rigoglio dei campi.

Le successive applicazioni dell' elettrotecnica, sviluppate dopo 1' invenzione di Volta, hanno innalzato I' uomo, hanno reso le manifestazioni dell' opera sua pari quasi a quelle meravigliose della natura. E perciò bene a ragione Volta è stato chiamato. "Emulo della natura!. Ricordando gli episodi più salienti della sua vita, vorrei riportarlo per un istante qui, vivente, fra noi perchè la sua figura rimanesse sempre incisa nella nostra memoria e perchè il suo spirito gioisse di questo grande reverente omaggio che a Roma, nella capitale della sua patria, alla presenza dei grandi fisici del Mondo, e del Governo d' ltàlia, viene oggi reso a Lui. Nella sua città natia, a Como, si sono ora recati in religioso pellegrinaggio illustri fisici provenienti dall'America, dall' Inghilterra, dalla Francia, dalla Germania e da molte altre Nazioni. Alcuni di essi hanno attraversato 1' Oceano per venire a celebrare il nostro Inventore nella sua Patria.

Giovinezza calma.

Questo è un atto di magnifica riconoscenza umana degna della grandezza di animo dei personaggi qui intervenuti da lontani paesi. Ed io a nome di tutti gli elettrotecnici italiani esprimo loro la nostra più profonda riconoscenza. Voi avete visto la modesta casa di Como dove nacque Alessandro Volta il 18 febbraio 1745. Voi avete visto il panorama paradisiaco nella cui contemplazione Volta ha trovato quella serenità di spirito che è necessaria al genio umano per carpire segreti alla natura. In quella calma sublime Volta trascorse gran parte della sua giovinezza. Parlerò brevemente della vita di Volta prima di tentare di fare la sintesi della meravigliosa opera sua. Volta crebbe sano e forte. Svelò presto il suo vivace carattere e si dimostrò dapprima un po' distratto negli studi, solo ansioso di contemplarè in silenzio le bellezze della natura e sopratutto le cascate cqua, quasi presentisse che nella forza idraulica la sua invenzione avrebbe trovato il maggiore ausilio per i futuri sviluppi delle sue grandi applicazioni. Si racconta che un giorno a Monteverde poco mancò che Volta affogasse in una fonte ove era caduto distratto dalle sue osservazioni e dalle sue indagini.

All' età di 23 anni egli dimostrò subito una pronta concezione dei fenomeni elettrici della natura, che riferì alle leggi di Newton. Egli aveva allora assunto il suo completo sviluppo fisico, era alto di persona, aveva un aspetto distratto, un portamento senza pretese, qu4 portamento un. po' dinoccolato dei nostri forti Lombardi. Egli si dedicò allora all' insegnamento come sopraintendente delle scuole dì Como. I suoi primi studi sui fenomeni elettrici lo indussero a scrivere importanti memorie che egli comunicò ai più noti fisici di Londra e di Parigi. Molti anni prima dell' invenzione della pila, Volta era già noto all' estero; a. 31 anni egli fu eletto socio onorario della Società di Fisica di Zurigo e a 32 anni fu nominato Professore di fisica alI' Università di Pavia.

Spiritò irrequieto.

E' caratteris!ico in Volta, come in altri grandi italiani, 1' amore al movimento, il desiderio di portare anche in lontani paesi il beneficio della loro genialità. E' caratteristico in Volta I istintivo desiderio di conoscere personalmente gli uomini più illustri del tempo, nella scienza, nella filosofia, nella letteratura. Così malgrado i disagi, la lentezza dei viaggi a quell'epoca, Volta all'età di 32 anni si recò in Svizzera e in Germania. A Ginevra fu ricevuto da Voltaire che gli parlò a lungo in italiano. Egli conobbe in seguito Watt, Laplace, Lavoisier, Lagrange e molti altri illustri fisici scienziati. Dopo essere stato a Firenze, intraprese a 36 anni, un nuovo e lungo viaggio in Svizzera, in Germania, nel Belgio eell' Olanda, in Francia1 in Inghilterra. A Parigi ebbe grande successo non solo come scienziato ed inventore, ma anche come uomo affascinante, di una conversazione affabile, interessante e gioviale. Stringe cordiali relazioni con i maggiori scienziati francesi del tempo, ed entrò anche in grazia delle più brillanti dame dì Parigi quali Madame di Nateuil figlia di Lenoir, generale di Parigi e della celeberrima baronessa Anna Luigia De StaèSl. Nel maggio del 1782 Volta attraversò per la prima volta la Manica per recarsi a Londra invitato da quella Società Reale delle Scienze. Dopo aver percorso I' Inghilterra in lungo e in largo, si reco a Vienna dove nell' estate 1784 fu ricevuto cordialmente dall' Imperatore Giuseppe I che volle facilitargli il viaggio anche a Berlino. Rientrato dall' estero, Volta riprese nel 1785 i' insegnamento all' Università di Pavia. Ma la vita sedentaria non era adatta per lui; le sue scoperte, i suoi studi lo rendevano irrequieto e così dopo due anni egli ritornò in Svizzera scalanc,o a piedi il Sempione. Dopo aver viaggiato per un anno, ritornò all' Università di Pavia ed iniziò la sua corrispondenza con Galvani del quale rettificò la teoria sulla elettricità animale. All' età di 49 anni egli si sposò e riprese per qualche tempo la tranquilla vita di professore all' Università di Pavia. Il 15 maggio 1796 egli si incontrò per la prima volta con Napoleone a Milano dal quale, nel 1600, dopo I' invenzione della pila elettrica, fu invitato a Parigi.

Le relazioni con Napoleone.

Le cordialissime relazioni che corsero fra Volta e Napoleone, meritano uno speciale rilievo. Napoleone con la sua geniale prontezza intui subito tutta la grande importanza dell' invenzione di Volta; egli anzi fu talmente affascinato da Volta da presagire il grande avvenire dell' elettricità sino al punto da non prendere nella dovuta considerazione la prima macchina a vapore Watt. Napoleone, che ambiva di imporre al mondo la sua volontà col dominio della forza fisica, si sentiva affascinato da Volta che disponeva di una nuova forza misteriosa. Napoleone abituato alle distruzioni della guerta, vedeva in Volta I' esponente di una forza ricostruttrice. Egli voleva assistere personalmente alle varie conferenze e dimostrazioni date da Volta àll' lstitùto Nazionalé di Parigi. e Napoleone onorò in molti modi il nostro grande inventore, assegnandogli medaglie d' oro, cospicui premi e conferendogli infine la nomina a senatore ed il titolo di Conte. All' età di 60 anni Volta fu nuovamente a Pavia professore dell' Università e ricevette la visita di Napoleone al quale espresse il desiderio di ritirarsi dall' insegnamento; ma Napoleone gli rispose: Un bravo soldato deve morire sul campo». ColI' entrata degli austriaci a Milano nel 1814, Volta ebbe un breve periodo di amarezze, ma poi gli stèssi avstriaci ne riconobbero i grandi meriti e poìchè Volta era non solo scienziato, ma anche scrittore e filosofo, fu nominato dal Governo aust?iaco direttore dell' Istituto filosofico dell' Università di Pavia. All' età di 74 anni Volta si ritirò a vita privata, riprendendo la contemplazione, come nella sua prima giovinezza, del Lago di C9mo sino al giorno in cui il suo spirito intraprese la sua nuova vita di pace e di gloria imperitura. Ecco il riassunto della vita di Volta, vita di studio, di indagini, di azione e della ricerca del vero. Ed ora, senza ripetere quanto è stato degnamente detto a Como sull' opera di Volta da illustri nostri colleghi d' Italia e di altre grandi Nazioni, io tenterò di fare una breve sintesi delle sue più importanti invenzioni e del suo lavoro meraviglioso. A far comprendere tutta 1' importanza dell' opera di Volta ènecessario riassumere brevemente quanto era stato fatto durante il lungo periodo di molti secoli, nel campo dell' elettricità prima di Lui. L'o usato la parola «brevemente)> percliè in realtà non vi è molto da ricordare.

L' elettricità attraverso i secoli.

Durante circa 24 secoli dalla conoscenza rudimentale dei primi fenomeni elettrici, il campo dell' elettrotecnica rimase quasi ermeticamente chiuso con tutti i suoi benefici, all' umanità. Talete 600 anni avanti Cristo notò e descrisse la proprietà delI' ambra strofinata e solo 20 secoli dopo, il dott. Gilbert di Colchester riprese in esame quei fenomeni adoperando per la prima volta il termine dalla « forza elettrica ». Successivamente il Cuarricke creò la prima macchina elettrostatica; il grande Newton per quanto non si occupasse di esperienze elettriche potè tuttayia dimostrare che le forze elettriche si manifestavano non solo nell' aria, ma anche attraverso il vetro ed altri corpi; il Cray scoprì la conduzionn. elettrica, il Du ~ay dimostrò I' esistenza dei due stati elettrici opposti, il Van Kleist e Von Musschenbruck quasi contemporaneamente inventarono la cosidetta bottiglia di Levda ed infine Beniamino Eraniclin eseguì nel 1752 le memorabili esperienze che provarono I' identità del lampo della folgore e dell' elettricità che lo condussero all' invenzione del parafulmine. Tale trra lo stato, nelle linee generali, delle cognizioni umane sull' elettricità quando nel 1763 Volta inizio i suoi studi sui fenomeni elettrici.

I cinque periodi dell' attività voltiana.

Una mente grande come la sua doveva necessariamente subire iL fascino potente di fenomeni così svariati ed in tanta misura sempre inesplicabile. Lo studio coordinato di questi fenomeni da parte d{Volta, lo indusse ad iniziare quella nuova era di coscienza e di civiltà che èstata creata dalla corrente elettrica. L' attività scientifica del Volta può dividersi in cinque periodi:

Il primo periodo comprende la scoperta dd metàno1 che lo condusse poi alla invenzione della sua pistola e dell' eudiometro. Durantetale periodo egli pubblicò le sue due prime memorie sulla forza elettricae sui coibenti nelle quali si trovano le prime radici di successive teoriee future scoperte.

Il secondo periodo comprende l' esatta concezione del condensatore e I' invenzione dell' elettroforo che ha dato alla fisica il progenitore di tutte le macchine elettrostatiche a moltiplicazione di cariche per induzione.Di questo periodo è anche la famosa lettera in cui Volta annunzia 1' invenzione della pistola elettrica e parla della possibilità di farla sparare a Milano mediante una linea unifilare tra Como e Milano con la scarica di una bottiglia di Leida a Como e ritorno della corrente a mezzo del Naviglio e del Lago di Como. Osservando il disegno originale di Volta, si vede in esso 1' idea della prima linea telegrafica o di trasporto di energia a distanza.

Questo secondo periodo è notevole ~tre che per gli studi aerologici anche per la precisazione dei concetti di capacità, di tensione e di quantità di elettricità. Durante questo periodo Volta definisce per la prima volta il concetto di potenziale elettrico onde bene a ragione si è dato il termine di « Volt >1 all' unità di forza elettromotrice.

Le fondamenta dell' elettrostatica. lì terzo periodo comprende il tempo intercorso fra gli studi suI condensatore e le prime esperienze galvaniche (1792>. In questo periodo il Volta sviluppò specialmente la meteorologia elettrica e diede il massimo impulso alla elettrometria. EgJi nel 1782 per primo tarò in gradi equivalenti un quadrante-elettrometro di Henley e per primo usò esattamente questo apparecchio per la misura del potenziale del conduttore trasformandolo in un vero elettrometro. Nello stesso periodo egli segnò una tappa nel perfezionamento degli istrumenti elettrici inventando I' elettroscopio-condensatore che moltiplicò enormemente la sensibilità di uno qualunque 4egli elettroscopi già noti. Il contributo che Volta diede in queI tempo alla meteorologia elettrica, fu notevolissimo; egli scoprì allora la conduttività delle fiamme e la produzione di elettricità per evaporazione.In questo periodo, si può dire che il Volta gettò le fondamenta di tutta la moderna elettrostatica. Il quarto periodo comprende il tempo dedicato da Volta alla famosa polemica galvanica e si chiude con la grande invenzione della pila (1799-1800). In questo periodo il Volta, dopo aver enunciato le sue teorie del contatto e la sua legge delle tensioni, dopo otto anni di rigorose ricerche, giunse alla invenzione della classica pila a colonna e di quella a corona di tazze. Da questa invenzione data la produzione della corrente elettrica continua. Le moderne teorie elettroniche sembrano confermare pienamente le teorie espresse dal Volta. I moderni sistemi di misura, come ha dimostrato di recente il prof. Corbino, ci dicono che I' opera di Volta sulla teoria del contatto appare così illuminata da una intuizione geniale e divinatrice.

Il quinto periodo comprende le ultime grandi manifestazioni della geniale inesauribile attività di Volta nel vulgare, nell' approfondire la teoria della pila, nel variarne la forma1 nel ripetere le prime applicazioni all' elettrolisi e dell' incandescenza dei metalli. Egli scrisse infine la sua poderosa memoria sulla identità del fluido elettrico del Galvani, memoria che chiuse degnamente il ciclo incominciato col <~ De vi attractìva>i e che per lungo tempo fu attribuita erroneamente al suo successore il Configliacchi (1777-1844) come è stato documentato dalle ricerche storiche e scientifiche dell' eminente sacerdote Achille Ratti ora 5. S. Pio Xl. Da questo quadro riassuntivo risulta che I' opera del Volta sarebbe~ stata già grandiosa di per se stessa anche senza I' invenzione della ~~la 'vIa con la invenzione della pila ch' egli chiamò apparato elettro-motore, e con la creazione del primo circuito elettrico a corrente continua, Volta ha assunto il diritto alla gloriosa paternità dell' elettro-dinamica. La interruzione e la variazione della corrente continua, hanno rivelato, in seguito, quei nuovi fenomeni che hanno indotto Ampère1 Faraday, Maxdell e Hertz, a creare quelle meravigliose scoperte e quelle magistrali teorie che ci hanno dato I' induzione elettromagnetica a corrente alternata, le oscillazioni elettriche e le onde elettriche.

Il mistero che non si rivela.

Ed qggi 1' applicazione delle onde elettriche ci ha riportato allo skidio dell' elettricità libera negli spazi, dove la nostra mente nuovamente si sperde obbligandoci a riconoscere la nostra meschina ambizione di fronte ai grandi misteri della natura, pbbligandoci a confessare che ancora oggi noi non sappiamo che cosa veramente sia I' elettricità.

A questo proposito a me piace qui ricordare la geniale risposta data dal nostro grande Galileo Ferraris, 1' inventore del motore a campo rotante, ad una fanciulla che gli aveva chiesto la definizione della elettricità "A te, o fanciulla colta e gentile, che amabilmente mi domandi che cosa sia l'elettricità, posso rispondere: Essa non è soltanto l'agente pauroso che rompendo talora la compagine dell'atmosfera ti sgomenta col fragore della folgore, ma eziandio I' agente vivificatore che tramanda dal sole alla terra, con la luce ed il calore la magia dei colori e l'alito della vita, quello che partecipa al tuo cuore il palpito di uno sguardo e di un sorriso."

Con questa poetica definizione dell' elettricità, che, per quanto sia una forza tuttora inesplicabile, il Genio di Volta ha saputo produrre, guidare e controllare a beneficio dell' umanità, il mio pensiero si arresta al mesto ricordo che in questo anno ricorre il centenario della morte di Lui.

Il 5 marzo 1827 lo spirito di Volta si staccava dal suo corpo che era stato forte e tenace. Lo spirito di Volta si elevava cristianamente al bacio di Dio nella cui fede visse e morì credente.

Nello sviluppo della invenzione di Volta, si sono raccolti scienziati di tutto il mondo, di cui qui abbiamo una rappresentanza vivente dedita ad aggiungere nuove opere e nuove meraviglie per il sempre crescente triQnfo della scienza, per le nuove rivelazioni dei segreti della natura.Il fremito che oggi invade fl popolo italiano conscio della sua grandezza e del suo destino è arra della nostra fede di essere degni connazionali di quel Grande.

Alessandro Volta
Barbarossa
Benjamin Franklin
Camillo Benso Cavour
Cleopatra
Galileo Galilei
Gutenberg
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