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Robin Hood

a cura di Chiara Sandi

Tutti conosciamo Robin Hood: la televisione, il cinema, la leggenda l’hanno sempre tramandato come il fuorilegge -gentiluomo che “rubava ai ricchi per dare ai poveri”, e che viveva nella Foresta di Sherwood, sempre in combriccola con i suoi fedeli aiutanti , Little John, Fra’ Tuck, Will Scarlett -il presunto fratellastro- e la sua amata Lady Maid Marian. In questa ricerca andremo a ricostruire la leggenda di questo personaggio che, se dovesse corrispondere con i pochi dati reali che finora ci sono stati tramandati, dovrebbe definitivamente fugare il dubbio sull’esistenza o meno dell’arciere di Sherwood. Purtroppo però non è così semplice, poiché alcuni elementi coincidono, mentre altri sono completamente scissi in “mito” e “realtà”.

Chi era Robin Hood

Non sappiamo esattamente chi – anzi, cosa – fosse Robin Hood. Le 38 ballate che ci sono giunte, più o meno leggibili, rivelano che si trattava di un fuorilegge, ritenuto tale perché – essendo un ottimo arciere, “il migliore d’Inghilterra” – utilizzava le sue doti per cacciare i cervi della foresta di Sherwood che, essendo sotto proprietà del Re, non poteva essere violata nè vi si potevano cacciare gli animali, considerati anch’essi reali e di esclusiva proprietà del Re. Per questo, Robin è probabilmente passato al rango di fuorilegge, e l’ascesa a questo ruolo è quasi sicuramente dovuta allo sceriffo di Nottingham, suo celeberrimo nemico, di cui era sempre alla ricerca e dal quale, secondo le numerose ballate, veniva spesso sconfitto. Oltre al fuorilegge, Robin Hood è stato spesso accostato al ruolo di “valletto” del Re, e ciò sembra essere testimoniato da parecchie ballate e fonti storiche più o meno attendibili (come, in verità, anche quelle che lo descrivono fuorilegge).

Geografia essenziale

Le avventure di Robin, a differenza del periodo storico, hanno fondamentalmente un’ambientazione ben definita. Si tratta della zona delle foreste di Barnsdale e Sherwood, confinanti tra di esse, e delle città di Nottingham e York. Ad essere più precisi, allargandoci geograficamente, ci troviamo nel centro dell’Inghilterra, nel Nottinghamshire.

Il periodo storico in cui visse: Primi accenni e fonti della sua esistenza

E’ chiaro che le gesta del nostro eroe si svolgono nel Medioevo. Il problema è l’anno, o gli anni precisi, in cui avvengono i fatti, dalla nascita, al presunto ripudio dai parte dei nobili. Se mettiamo insieme i dati cronologici che ci forniscono le ballate e gli altri documenti storici, possiamo affermare un lasso di tempo di qualche centinaio d’anni, precisamente dalla seconda metà del 1000 (1060 e oltre) alla seconda metà del 1300. Partendo dalla data più antica finora rinvenuta, il 1066, riguardo quest’anno possiamo dire che Robin vi è associato in quanto questo fu l’anno in cui lo sceriffo di Nottingham era in carica e non solo come sceriffo ma anche come capo guardia della foresta di Sherwood. E siccome Robin Hood è sempre associato allo sceriffo, è facile trarne eventuali conclusioni più o meno esatte. Saltando di tre anni avanti (siamo dunque nel 1069), assistiamo alla fine del ducato di Huntingdon di cui Robin era il Duca, imparentato con la stirpe dei Loxley, che tra l’altro è l’altro nome con cui è conosciuto Robin. Sempre secondo questi racconti, Robin sarebbe morto prima del 1100 e sulla sua tomba sarebbe stata incisa la seguente frase:

Robert Earl of Huntingdon Lies under this little stone. No archer was like him so good; His wildness named him Robin Hood. For thirteen years, and something more, These northern parts he vexed sore. Such outlaws as he and his men May England never know again.

(Robert Duca di Huntingdon Giace sotto questa piccola pietra Nessun arciere fu pari a lui Per la sua natura venne chiamato Robin Hood. Per tredici anni e più Queste terre del nord egli rese aride. Fuorilegge come lui ed i suoi uomini Possa l’Inghilterra non vederne più)

Passando ora al XII secolo, nel 1190, la leggenda lo contrappone con il periodo e il regno di Riccardo Cuor di Leone, importante personaggio storico con molteplici sfaccettature. Ma altre fonti lo collocano anche nel XIII secolo, precisamente nel 1261, anno in cui nel Berkshire venne redatto un documento in cui un certo William Robinhood, figlio di Robert il fabbro, viene accusato di furto. In realtà il nome “Robinhood” sarebbe un errore del responsabile redattore del documento, che ne modificò il nome. Altro periodo in cui sembra avesse vissuto sono gli anni 1225-1227, ma non era conosciuto come Robin Hood, bensì come il giardiniere dell’arcivescovo di York, accusato di furti e fuggito nel 1225 e trascritto negli atti ufficiali, nel 1227, come “Robin Hod il fuggitivo”. Dunque Robin era un giardiniere? Anche in questo caso, nessuno è in grado di poterci mettere la mano sul fuoco. Una delle storie che potrebbero nascondere la verità è quella di un soldato – fuorilegge, che potrebbe essere proprio il nostro valoroso Robin Hood. La vicenda inizia tra il 1285 e il 1295 lasso di tempo in cui, nella città di Wakefield (Yorkshire) si presume sia nato Robin, o Robert. Figlio di un certo Adam Hood, guardia forestale al servizio del conte di Warenne. Cresciuto e sposatosi, Robert compra insieme alla moglie, il 25 gennaio 1316, un piccolo pezzo di terreno (10×5 m) nei pressi di Bichhill (o Bickhill). Documenti ufficiali del 1357 confermano la proprietà. Verso la fine del 1316, Robin figura sull’elenco di quanti devono pagare una multa per aver disubbidito agli ordini del conte di Warenne che, su richiesta del re Edoardo II, aveva il compito di arruolare uomini per combattere contro gli scozzesi. Evidentemente Robin aveva rifiutato la chiamata. L’anno dopo (1317) e nel 1322 il suo nome non appare più nella lista, segno che abbia deciso di intraprendere la carriera di soldato nell’esercito di Lancaster. Un episodio che conferma il suo “mestiere” come fuorilegge, ci viene dallo studioso J. W. Walker, che afferma tale ipotesi basandosi sulla confisca di una proprietà di cinque stanze o scuderie nei confronti di alcuni fuorilegge, tra cui c’era anche Robin Hood. Siamo nel 1322. Tale tesi sembra però smentita dallo storico James C. Holt, che afferma che non ci sono prove valide per considerare vera la confisca delle proprietà.

Un altro studioso del caso, Joseph Hunter, è riuscito a rintracciare un’altra fonte – i conti della real casa -, secondo la quale ad un certo Robyn Hod sarebbe stato versato un salario il 25 aprile 1324, e per tutti gli altri mesi fino a novembre dello stesso anno. Ad avvalorare tale ipotesi, anche il ritrovamento, da parte di Holt, di un estratto dei conti del 1323. Il lavoro per cui questo salario era stato pagato era per il ruolo di guardia del re Edoardo II, che, secondo Holt, nel maggio 1323 aveva a bella posta provocato un attacco di Robin contro se stesso e i suoi otto accompagnatori durante la traversata della foresta di Sherwood. L’agguato avvenne, e il re rimase tanto affascinato dall’abilità di Robin che lo nominò “valletto” e guardia, lavoro che Robin lasciò nel novembre del 1324, come d’altronde confermano i conti della casa reale inglese. Sempre confrontando questi documenti, sembra che la data scoperta da Holt – giugno 1323, pagamento del salario – coincida con l’entrata in servizio agli ordini del re. Altre possibili identità ci portano un po’ più avanti e un po’ più indietro nel tempo. Tra il 1313 e il 1316 un certo Robin Hood di Cirencester avrebbe ucciso un certo Ralph. Un altro Robin Hood, imprigionato per dei crimini commessi nella foresta di Rockingham nel 1354. Come potete vedere, sono moltissime le identità attribuite al leggendario Robin Hood. Non possiamo sapere fino a che punto una sia più vera di un’altra, anche perchè spesso e volentieri i racconti e gli scritti di ballate e ‘raccontastorie’ non coincidono con i documenti ufficiali, quelli insomma che dovrebbero raccontare la realtà. Per cui il lavoro di identificazione – sempre presupponendo che Robin Hood sia realmente esistito – risulta alquanto complicato e difficile sia da capire che da gestire, anche per i più esperti. E’ molto probabilmente non si riuscirà mai a districare una tale matassa. Ma d’altronde, la leggenda resterà per sempre …

Fonti:

Tratto da FOCUS STORIA, 2007.

Alessandro Volta
Barbarossa
Benjamin Franklin
Camillo Benso Cavour
Cleopatra
Galileo Galilei
Gutenberg
Isaac Newton
Samuel Morse
Tutankamon
Martin Lutero
Platone
Hernan Cortez
San Giorgio
Alessandro Magno
Archimede
Attila
Ciro il Grande
Davide e Salomone
Jack lo Squartatore
Edgar Cayce
Barone Rosso
Borghese
Commodo
Kaspar Hauser
Raimondo di Sangro
David Hume
Joan Norkot
Parmigianino
Patience Worth
San Giuseppe da Copertino
Amedeo Guillet
Joe Petrosino
Eusapia Paladino
Maria Sofia
La Papessa Giovanna
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Emma Calve
La regina di Saba
Robin Hood
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