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Friedrich Jürgenson (1903-1987)

a cura di Alberto Rossignoli

1903-1938

Friedrich Jürgenson nacque a Odessa l'8 febbraio del 1903, da madre danese e padre con discendenze danesi, il quale era medico a Odessa dopo che la famiglia si trasferì dall'Estonia. Dopo essere passato attraverso la Prima guerra mondiale e la rivoluzione russa, da bambino, Jürgenson apprese a dipingere all'Accademia d'Arte e a suonare e cantare al Conservatorio di Odessa, ove si trovava al contempo il pianista Svjatoslav Richter. Nel 1925, alla famiglia fu possibile tornare in Estonia, ove Jürgenson potè proseguire la sua educazione e poco dopo si spostò in Gran Bretagna per perfezionarsi. Qui il suo insegnante fu il bassista Tito Scipa. Questi, ebreo, fuggì in Palestina nel 1923 e Jürgenson lo seguì, stabilendovisi per sei anni. In questo periodo, mentre ancora stava studiando, si guadagnò da vivere come cantante e pittore e ci fu chi previde una brillante carriera per lui.

1938-1957

Nel 1938, Jürgenson lasciò la Palestina per Milano, per ulteriormente perfezionarsi. Nel 1943, quando andò in visita presso i genitori, , il clima più freddo gli causò dei problemi di salute, danneggiandogli in parte la voce, per cui decise di concentrarsi interamente sulla pittura. Fu pittore realista e dipinse per lo più paesaggi e scene di vita. In tale anno, a causa della guerra, si trasferì in Svezia. Stabilitosi a Stoccolma, si sposò e ottenne la cittadinanza svedese, oltre ad apprendere la sua decima lingua. Nel 1949 visitò Pompei e per poter avere più occasioni di accedere alla città sepolta, espose alcune sue opere in Vaticano: pochi giorni dopo, ricevette una proposta. Il Vaticano riconobbe il suo talento e gli propose di catalogare i reperti archeologici presenti al di sotto della Città Santa. Vi fece ritorno l'anno seguente e per quattro mesi risiedette nell'umido e malsano sottosuolo, ammalandosi la polmonite. I medici vaticani lo guarirono e quando il Papa Pio XII vide i risultati del suo lavoro e gli chiese di dipingergli un ritratto. In totale, Jürgenson compose quattro ritratti del pontefice. Ora ebbe libero accesso a Pompei e ivi ritornò diverse volte per dipingere.

1957-1987

Nel 1957, Jürgenson acquistò un registratore per registrarsi mentre cantava e iniziò a notare al contempo alcuni strani fenomeni: inspiegabili interferenze e dissolvenze nei nastri, visioni e messaggi telepatici. Jürgenson capì che detta fenomenologia era da far risalire alla sua aura notevolmente sviluppata e ai suoi sensi acuiti dall'istruzione artistica. L'anno seguente Jürgenson tenne la sua prima mostra di rilievo sulle rovine di Pompei. Di ritorno a Stoccolma, ebbe modo di proseguire i suoi contatti telepatici. Più tardi, nella primavera del 1959, a seguito di un messaggio proveniente dalla Central Investigation in Space, si convinse che gli apparecchi elettrici fossero effettivamente in grado di agire da trasmettitori per quel che concerne gli impulsi inconsci, i sentimenti e i pensieri: dunque potevano essere registrati su nastro. Il 12 giugno 1959, Jürgenson e sua moglie Monica si trasferirono nella loro residenza estiva e Jürgenson si mise a registrare i versi di alcuni volatili, in special modo dei fringuelli; ascoltando la registrazione, notò uno strano e inusuale rumore vibrante. Riascoltando il nastro, gli parve di distinguere una voce che parlava in norvegese… Da qui in poi, Jürgenson continuò le sue ricerche su questi fenomeni e inizialmente fu portato a pensare che fossero dei messaggi di natura extraterrestre, ma ben presto si convinse che quelle voci provenivano dall'Aldilà: è la scoperta della psicofonia. Un giorno, sempre registrando i versi dei volatili e riascoltando successivamente il nastro, udì una voce: "Friedel, puoi sentirmi? Sono la mamma…". Era la voce della sua defunta madre e "Friedel" è il nomignolo che ella aveva affibbiato a Jürgenson. A tal punto, egli abbandonò la pittura per proseguire le sue ricerche sulla psicofonia (o metafonia, che dir si voglia) e nel 1964 pubblicò "Le voci dallo spazio" ("The Voices From Space"). Da una località a sud di Stoccolma, tenne la sua prima conferenza stampa e la stampa svedese fu colpita dall'approccio scientifico di Jürgenson riguardo alla questione e fu comprensibilmente critica. L'International Paranormal Society, come il Max Planck Institute, l'Università di Friburgo e la Parapsychological Association negli Stati Uniti si interessarono e altri, come Konstantine Raudive e Claude Thorlin lo visitarono e incominciarono a utilizzare anche loro con i registratori. Sulle prime, Jürgenson utilizzava solamente un microfono e un registratore: poneva delle domande, dava il tempo alle entità di elaborare delle risposte e registrava il tutto mediante il suddetto microfono. Doveva riascoltare il tutto a rallentatore, per riuscire a capire che cosa le entità dicessero. Esse parlavano con una combinazione di diversi idiomi, come ad esempio svedese, tedesco, russo, inglese, italiano: tutte lingue che Jürgenson conosceva ed era in grado di parlare (coincidenza? O qualcosa di più? [nota personale]). Nella primavera del 1960 una delle voci gli disse di utilizzare la radio: in effetti fino alla morte non smise di utilizzare questa tecnica. Connetteva un microfono e un apparecchio radio ad un registratore, in modo da poter avere una conversazione diretta e in tempo reale con questi interlocutori. Solitamente, posizionava la radio nel mezzo delle frequenze, in modo da avere una variazione del rumore percepito ma, successivamente, fissò le frequenze radio tra i 1445-1500 kHz (1485.0 kHz è ora denominata "Frequenza Jürgenson"). Nel 1965, Jürgenson dipinse ancora, ma ormai il suo interesse dominante era la psicofonia. Nel contempo, visitò ancora una volta Pompei e notò che il sito archeologico non era stato adeguatamente conservato; con l'ausilio della Televisione Nazionale Svedese, realizzò un documentario, nel 1966, sullo stato non felice della conservazione dei reperti pompeiani, dal titolo inglese di "Pompeii - A cultural relic that must be preserved". Negli anni seguenti, questa energica personalità seppe dare vita e animare un certo dibattito. Nel 1967 venne pubblicato un libro circa le EVP (Electronic Voice Phenomena), di Verlag Hermann Bauer dal titolo tedesco "Sprechfunk Mit Verstobenen" e, nel 1968 furono prodotti quattro documentari dai titoli inglesi "The Temples at Paestum and the City of Temples and Graves", sull'antica città greca a sud di Salerno, "Death of Birds in Italy", sull'insensata e immotivata uccisione dei volatili in Italia, "the Miracle of the Blood of St. Gennaro", circa il noto fenomeno di Napoli, e un documentario riguardante gli scavi archeologici compiuti a Pompei dello stesso Jürgenson. Nel 1968 fu pubblicato (in lingua svedese) il suo terzo libro, "Radio and Microphone Contacts with the Dead".

Roma fu impressionata dal documentario di Jürgenson, tanto che ebbe un successivo incarico in Vaticano e nel 1969, il suo documentario "The Fisherman from Galilea - On the Grave and Stool of Peter" fu terminato e ricevette un'onorificenza dal Papa Paolo VI. Poco dopo, fece un film sulla vita del pontefice e, accolto positivamente, fu richiamato in Vaticano. Dipinse in seguito tre ritratti del suo secondo pontefice. In questo periodo gli fu concesso di condurre scavi propri a Pompei ed ebbe modo di rinvenire la casa del passato governatore di Pompei. Negli anni '70, Jürgenson continuò a dipingere e proseguì la sua ricerca metafonica. Trasferitosi nel sud della Svezia, ebbe modo di trovarvi un ambiente tranquillo e propedeutico alle sue ricerche. L'età cominciò a farsi sentire, per cui si dedicò quasi completamente,ritirato nell'intimità domestica, alla psicofonia, compiendo di quando in quando dei viaggi in Italia. Pensò altresì di fondare un istituto di ricerca sulle EVP proprio in Italia. Nel 1978 fece la sua terza conferenza stampa e tenne numerose conferenze e lezioni, ove ebbe modo di predire che presto si sarebbe stati in grado di ricevere messaggi dalle entità anche dalla televisione. Etichettò la sua opera come "ricerca audioscopica" . Il libro in tedesco di cui sopra venne tradotto in olandese, italiano e portoghese all'inizio degli anni Ottanta. Nel 1985 tenne la sua ultima conferenza stampa in unione ad un'apparizione televisiva Jürgenson morì nell'ottobre 1987 e lasciò diverse centinaia di nastri registrati.

Fonti:

http://www.fargfabriken.se/fjf/life.html

http://www.cabinetmagazine.org/issues/1/1485.0khz.php

Traduzione e adattamento eseguiti personalmente.

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