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Il Caso Robert Toth

a cura di Alberto Rossignoli

Sabato 28 maggio 1977, il giornalista americano Robert Toth, corrispondente da Mosca del Los Angeles Times, fu fermato da agenti del controspionaggio dell'allora KGB (ora FSB). Per il trattamento cui fu sottoposto, l'ambasciata americana esposte, logicamente, formali proteste, la seconda delle quali (il primo giugno) dovuta al fatto che Toth fu interrogato per ben tredici ore di fila . In base a quanto trapelato dall'agenzia Ansa e dalla France Press, era stato fermato mentre riceveva un articolo concernente la situazione degli studi psicotronici in Unione Sovietica scritto da uno scienziato sovietico. Il ministero degli esteri, su indicazioni dell'onnipresente e tentacolare KGB, aveva risposto all'ambasciata statunitense che gli argomenti toccati nell'articolo consegnato a Toth dovevano considerarsi nientemeno che segreto di stato. Mentre in URSS si stava svolgendo il processo contro un ebreo dissidente, tale Anatoly Scharansky, nel prosieguo del dibattimento ebbe modo di riemergere il caso Toth (il quale fu successivamente espulso, come prevedibile), e dello studioso sovietico, professor Valery G. Petyukov, che gli aveva consegnato il famigerato articolo. Nello specifico, il matematico e programmatore Scharansky, 29 anni, era accusato di spionaggio a favore della CIA: avrebbe fornito notizie segrete sulla psicotronici e sull'ingegneria cibernetica entrambe legate a ricerche su armi segrete di portata rivoluzionaria, su cui avrò modo di parlare in successivi scritti. Ma cosa si intende con il termine "psicotronica"? Secondo Anna Maria Turi, con riferimento all' Enciclopedia di parapsicologia e insolito (Armenia Editore, 1978), il lemma avrebbe evidentemente a che fare con l'elettronica. Venne utilizzato per la prima volta dal francese Ferdinand Clerc in un saggio pubblicato dalla rivista Toute la radio, ma fu correntemente usato soltanto grazie ad un gruppo di ricercatori e tecnici operanti nel campo della "Extra Sensory Perception" (ESP) residenti nell'allora Cecoslovacchia, i quali, nel 1968, a Mosca, presentarono ed esposero un manifesto intitolato Psicotronica alla prima Conferenza Internazionale di Parapsicologia, manifesto nel quale, peraltro, rivalutano il termine "psicotronica" a tutto svantaggio di "parapsicologia", in quanto il primo indica che si è in presenza di una fenomenologia, di una classe di fenomeni, connessa sia al lato psichico cha a quello meramente neurofisiologico dell'uomo e di altri esseri viventi, in contemporanea al fatto che si tratta nondimeno anche di un aspetto che coinvolge la sfera prettamente energetica. Infatti, proprio questo tipo di energia viene chiamata in causa allorquando si verificano eventi non spiegabili con forme energetiche a noi note. Pare che si tratti di un'energia ben più "sottile" delle onde elettromagnetiche, che si ricollega comunque alla componente psichica. Sembra altresì che non siano da escludere aprioristicamente (e ciecamente) diverse trasmutazioni della suddetta energia in forme di energia comunemente note . Dal momento che questa energia è nettamente superiore a quelle comunemente conosciute, per le leggi della trasformazione potrebbe essere benissimo convertita in forme energetiche di rango inferiore, allo stesso identico modo in cui l'energia elettromagnetica si tramuta in corpuscolare allorquando un raggio gamma attraversa un forte campo nucleare. A detta degli studiosi cecoslovacchi, "psicotronica" significava "bionica dell'uomo" , e il suo scopo precipuo era quello di completare tutto l'insieme di leggi che reggono il mondo animato e inanimato con nuove nozioni fisiche, psichiche e biologiche derivate da manifestazioni straordinarie dell'umana psiche.

Si prefigge inoltre di studiare le conseguenze pratiche dei fenomeni, utilizzando l'uomo ed arrivandoci mediante la costruzione di un generatore dell'energia usata dall'uomo nel processo di comunicazione telepatica, allorquando siano tuttavia state raccolte prove incontrovertibili che le forme comunemente note di energia (elettromagnetica, gravitazionale e altro) siano coinvolte. Ulteriore finalità della psicotronica è trasferire le nozioni in tal modo acquisite ad altre discipline come la psicologia, la fisica, la medicina, la filosofia e altre, al fine di creare un complesso di conoscenze il più possibile globale e riccamente articolato. Per la progettazione e la realizzazione delle apparecchiature, nonché per il procedere stesso dell'indagine psicometria è basilare l'opera di matematici, fisici, ingegneri e tecnici in generale. Per tornare all'argomento del presente articolo, si spiega così la motivazione dei contatti tra il giornalista americano con il matematico sovietico Scharansky. Da sempre, l'uomo è alla costante e febbrile ricerca di una fondamentale forma di energia che sia il nucleo vitale e vivificante e referente di tutte le energie conosciute, sia di natura fisica che di natura psichica: teniamolo sempre ben presente, nel prosieguo delle nostre indagini. Secondo quanto scrive Ugo Dettore ne L'uomo e l'ignoto, la psicotronica trovò un precedente importante nelle ricerche del fisico sovietico K. Stanjukovic, il quale studiò la connessione interdipendente tra gravitazione e particelle. A molti scienziati non solo americani ed europei, ma anche sovietici, la gravitazione era nota come quella forma di energia in grado di creare quel campo unificato che, a detta del biofisico sovietico Alexander T. Durov, è di fondamentale importanza per la fisica futura, specie perché è passibile di una potenziale trasformazione in ogni campo di energia e divenire in tal modo la colonna portante della meccanica dell'Universo Secondo il già citato Dettore, poi, la telepatia stessa dimostra in maniera poco equivocabile come l'uomo sia in grado di trasferire il proprio pensiero in totale indipendenza da fattori come la distanza geografica e la presenza di eventuali ostacoli, allo stesso modo in cui la telecinesi testimonia la facoltà umana di spostare oggetti di ogni tipo, sempre indipendentemente da fattori ambientali o comunque da ostacoli. Dette peculiarità sono riscontrabili soltanto nel campo gravitazionale, il quale assurge a fondamento dei fenomeni sia fisici che psichici (osservazione compiuta in particolare da H. Forwald, citata nel libro di H. Howard Mente, materia e gravitazione(1969)). Secondo il già citato Durov, negli esseri viventi, la formazione di un campo gravitazionale potrebbe essere causata da mutamenti nella conformazione di molecole proteiche soggette a compressione, tensione, deformazione. Pertanto la psicotronica dovrebbe essere assurta a nuova scienza in grado di assemblare in sé la fisica e la biologia, fondata sull'esistenza di una forma energetica unica le cui potenzialità non sono ancora state meglio chiarite. Si spiega alfine la motivazione per cui Robert Toth era in contatto col professor Petyukov, direttore del laboratorio dell'Istituto di Mosca per le preparazioni medico-biologiche; Robert C. Toth, di anni 48, coniugato con tre figli, è invece un noto scrittore di articoli divulgativi sulla ricerca scientifica nell'Unione Sovietica. Venne tratto in arresto nei giorni in cui stavano per avere inizio, a Belgrado, i lavori della conferenza per l'attuazione degli accordi presi ad Helsinky per la difesa dei diritti umani. Per la precisione, il giornalista americano fu arrestato da elementi del Secondo Di rettorato Generale dell'allora KGB: appare quanto mai palese che i suoi contatti con Scharansky e Petyukov destavano l'attenzione dei servizi segreti, in particolare per il contenuto delle informazioni che di volta in volta venivano passate. Non era solo un caso di spionaggio: qui, per la prima volta, era al centro la psicotronica e le ricerche sui "campi di energia". Il giornalista Toth fu arrestato mentre, in una profumeria prossima alla sua abitazione, stava acquistando una crema per la moglie e stava al contempo mettendosi in tasca un articolo in inglese che gli aveva passato il professor Petyukov con parecchie informazioni circa la situazione della ricerca in campo psicotronico. Toth avrebbe dovuto lasciare Mosca, ove risiedeva dall'agosto 1974, il lunedì successivo al suo arresto.

La mattina di sabato, molto presto, il giornalista e la moglie fecero un elenco di prodotti da acquistare e, mentre stava per uscire, squillò il telefono: era il professor Petyukov. I due si erano conosciuti sei mesi prima in casa di uno scienziato sovietico di origine ebrea, un dissidente che, dopo diversi anni di disoccupazione, aveva ottenuto il permesso di emigrare in Israele. Quella sera l'emigrante aveva dato la festa d'addio alla quale parteciparono numerosi dissidenti fra cui Anatoly Scharansky. Da quest'ultimo, Toth avrebbe ottenuto diverse notizie, successivamente tradotte in articoli. Durante il loro primo incontro, Petyukov gli parlò degli studi sulla psicotronica e gli disse che stava scrivendo un articolo in inglese che avrebbe avuto piacere di veder pubblicato sul suo giornale. Stando agli atti d'accusa, l'articolo avrebbe rivelato segreti di Stato e avrebbe altresì illustrato la tipologia di lavoro fatto in alcuni istituti di ricerca sovietici. L'operazione Petyukov-Toth è reale oppure è una montatura del KGB (forse con la complicità della CIA), vale a dire un'operazione psicologica (in gergo PsyOp) organizzata al fine di essere sfruttata proprio nel momento in cui, a Belgrado, stavano per aprirsi i lavori preparatori per l'attuazione degli accordi di Helsinky? E poi, come mai, mentre Toth fu espulso dopo esser stato fermato per tre volte e interrogato per molte ore, e Scharansky arrestato, processato e condannato per spionaggio, Petyukov (il quale aveva fornito a Toth informazioni riservate) è pressoché scomparso dalla scena? Non è mai stato istituito un processo su di lui. Un altro fatto darebbe credito all'ipotesi dell'operazione camuffata organizzata sui contatti di Toth. Infatti, benché sia noto che gli scienziati sovietici conducono da anni ricerche sulla psicotronica, l'atteggiamento ufficiale dell'URSS in materia era uno scetticismo di facciata. Tuttavia, sull'argomento, sono stati pubblicati parecchi articoli a partire dagli anni Sessanta in alcune riviste scientifiche sovietiche: pertanto, le notizia passate al giornalista americano ben difficilmente avrebbero potuto contenere segreti di stato. Non è da escludersi che il KGB, nel tentativo di prendere due piccioni con una fava, abbia creato una situazione diplomatica sicuramente imbarazzante alla vigilia della conferenza di Belgrado e si sia magari vendicato con Toth per alcune rivelazioni fatte dal giornalista americano a proposito della vera natura delle radiazioni che colpirono per diverso tempo l'Ambasciata americana a Mosca, argomento di cui avrò piacere di parlare in un mio prossimo articolo. Torniamo a quel fatidico 28 maggio 1977. Toth, come abbiamo detto, uscì per fare acquisti e per incontrarsi con il ricercatore, il quale gli consegnò dei fogli dattiloscritti; neanche il tempo di infilarli in tasca, che da una berlina nera uscirono fuori due individui che afferrarono il giornalista. Poco dopo ne sopraggiunsero altri tre. Nel contempo, anche Petyukov venne tratto in arresto. Il giornalista statunitense fu successivamente interrogato circa i suoi rapporti con lo scienziato sovietico e l'americano rispose che, in assenza di almeno un funzionario della sua Ambasciata, non avrebbe risposto ad alcuna domanda. Toth, vista l'ostinazione del funzionario sovietico, si impuntò, e presto giunse sul posto Larry C. Napper, vice console presso l'Ambasciata degli Stati Uniti a Mosca. Prima dell'arrivo di Napper, a Toth fu letto il verbale che, tradotto in inglese, asseriva che lui era stato fermato mentre riceveva segreti di stato da un cittadino sovietico. Toth non firmò il verbale e, a detta di Napper, fece bene. Venne così rilasciato, nel mentre, fu introdotto Petyukov. Il 15 giugno, il giornalista statunitense fu interrogato per due ore e mezzo presso il carcere di Lefortovo. Gli furono rivolte numerose domande su Scharansky e, in particolare, su un articolo che aveva scritto sulle installazioni segrete dell'Unione Sovietica riportando dati che, a detta dell'accusa, gli avrebbe fornito lo studioso dissidente: nello specifico, fornì all'americano informazioni circa presunte installazioni segrete (ma non troppo…) in cui avrebbero lavorato anche scienziati di origine ebraica cui, proprio a causa dell'esperienza lavorativa in quelle installazioni, sarebbe stato negato il visto d'uscita.

Inutile dire che le reazioni degli Stati Uniti al fermo e agli interrogatori del giornalista loro compatriota furono immediate e dure e, manco a dirlo, il caso Toth-Scharansky finì sulle prime pagine di tutti i quotidiani. Tre giorni dopo il suo fermo, le autorità sovietiche avvertirono l'Ambasciata americana a Mosca che Toth non era autorizzato a lasciare l'Unione Sovietica. Lo stesso presidente Carter si occupò del caso del giornalista statunitense pur non rivelando, come è la prassi in questi casi, alcun nome in particolare. In seguito, il portavoce del Dipartimento di Stato USA, John Trattner smentì fermamente che Toth avesse mai raccolto informazioni riservate, accusando Mosca di operare una campagna a danno dei giornalisti americani. Il 15 giugno, dal canto suo, il presidente Carter intervenne specificatamente sul caso, deplorando il trattamento cui era sottoposto Toth e Trattner, a sua volta, in base ad informazioni in suo possesso, asserì che il governo statunitense dubitava che il giornalista loro compatriota venisse formalmente accusato di specifici reati da parte delle autorità sovietiche. Uscendo dal carcere di Lefortovo dopo il suo secondo interrogatorio, Toth disse ai suoi colleghi di aver avuto il sentore che i sovietici seguono il principio secondo il quale, se ottengono informazioni (in questo caso di carattere scientifico) che non siano state prima pubblicate dai giornali, dette informazioni possono esser considerate segrete. Ora, tiriamo le file dal discorso. Quale è la sostanza di questa vicenda? Essa non deve esser ricercata solamente nella storia del dissenso contro il Cremlino, o rapportata alla conferenza di Belgrado; deve ricercarsi nel fatto di aver fornito notizie scientifiche ritenute segreto militare, come quelle che riguardano la psicotronica. Con questa ricerca si ha ufficialmente la conferma che, nell'ormai Ex Unione Sovietica, si sia studiato studiata segretamente e per un uso militare la parapsicologia. Attenzione, però: studiare un fenomeno non significa affermare la scoperta di qualcosa di nuovo. La vicenda del giornalista americano ebbe termine il giorno 16 giugno, quando venne informato dalle autorità che gli interrogatori erano terminati e poteva lasciare l'URSS, dal momento che nessuna accusa era stata formulata contro di lui. Pertanto, Toth ripartì da Mosca il 18 giugno con la famiglia, diretto a Washington via Londra. Dopo aver scritto che i funzionari dei servizi segreti sovietici lo avevano interrogato circa i suoi articoli con i dissidenti ebrei e circa i suoi articoli su argomenti sovietici, Toth precisò che non gli era stata rivolta alcuna domanda in merito all'articolo da lui scritto circa il bombardamento dell'ambasciata americana a Mosca con radiazioni sconosciute (benché qualcuno parlasse di microonde) al fine di captare tutte le trasmissioni in partenza e in arrivo dalla sede diplomatica statunitense: era stato Toth a rivelarlo, l'8 febbraio 1976, tuttavia il fermo del 28 maggio era soltanto per la questione delle armi psicotroniche. Ben strano. Molti sostennero che l'intera faccenda era soltanto una montatura e che la parapsicologia era stata presa a pretesto per non rendere pubbliche le vere motivazioni per cui il giornalista americano era stato fermato e interrogato. Altri sostennero che il giornalista americano e lo scienziato sovietico fossero state delle esche per far abboccare Scharansky e altri studiosi ebrei i quali avrebbero avuto intenzione di abbandonare l'URSS per Israele (la quale era alquanto avanti nello studio delle percezioni extra-sensoriali). Altri asserirono che era stata una mossa per dimostrare che Mosca non si lasciava intimidire da niente e da nessuno. A quanto pare, invece, la verità in merito al caso Toth risiede nella connessione tra la psicotronica e il suddetto bombardamento ai danni dell'ambasciata americana a Mosca: Toth aveva messo le mani su un pericoloso filone di ricerca militare e pertanto la sua presenza in URSS era divenuta scomoda.

Ma, visto che i sovietici non potevano dire la verità, incastrarono Petyukov assieme al giornalista americano.

Fonti:

Gabriele Zaffiri, Telecomando di esseri umani nell'ex URSS, Edaat Fraamar Editrice La Gaia Scienza, Bari 2005.

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